mercoledì 4 febbraio 2009

della sobrieta'

Il clamore dato al caso Englaro e le dichiarazioni strumentali del Vaticano, di Formigoni, di Sacconi lette sui giornali nelle ultime due settimane sono l’ennesimo esempio della pura barbarie di questo paese. Solo l’emittente televisiva La 7 oggi ha fatto una scelta di rispetto e pudore, annunciando che da oggi non dara’ piu’ risonanza al caso Englaro. Perche’ il momento publico, ammesso che ci dovesse essere, e’ terminato, per lasciare spazio solo alla sfera privata e all’intimita’ del dolore di una famiglia.
La stupidita’, la volgarita’ e, consentitemi, la spudoratezza con cui si e’ parlato del dolore altrui e’ un fatto di grave degrado umano. Mi ha molto colpito anche l’uso dei termini sensazionalistici nelle dichiarazioni rilasciate, tra cui: “omicidio inconcepibile”[il vaticano] , “sentenza del TAR inaccettabile” [Formigoni ], “sentenza agghiacciante” [qualche cardinale di non so dove] e altri dello stesso tono che ho mentalmente rimosso (trattasi di autodifesa celebrale) . Da qui non posso fare a meno di porgere un invito a chi ha accesso ai mezzi di comunicazione publica a non abusare della lingua italiana e ad usarla correttamente. ( perche’ una sentenza del Tar e’ per definizione accettabile, cosi’ come quella della cassazione). Quindi tutta la mia solidarieta’ a chi ha letto (me inclusa) in questi giorni di Eluana Englaro che non solo si e’ scontrato con opinioni assai discutibili nel merito, ma ha dovuto anche subire un linguaggio gridato, barocco e fastidioso. E per ultimo, su Repubblica di oggi a pagina 3, lo squallido disegno della stanza della clinica di Udine dove e’ stata ricoverata E.E. la scorsa notte. Oltre il cattivo gusto.
Chi rilascia sentenze morali, in base a chissa’ quale autorita’, sulla scelta della famiglia Englaro, ma non solo, farebbe meglio a pensare almeno per un minuto che cosa possa significare in termini di dolore sopravvivere ad un figlio, tutte le speranze di guarigione tradite, il profondo amore che non smette di pulsare per il figlio ridotto a vegetale, la quotidianita’, tutti i 17 anni in cui i giornali non hanno parlato di te, delle giornate di pioggia e di sole trascorse in una clinica guardando il video di un battito cardiaco. Gli uomini dubitano troppo poco spesso delle loro certezze, soprattutto quando non sono legittimate dall’esperienza diretta. Rivendico il fatto che non esista una scelta giusta per tutti. E che molto meno della meta’ del dolore provato dai signori Englaro dovrebbe bastare a far tacere tutti, lasciando spazio solo alla solidarieta’ senza giudizi.

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